Don Camillo

[Tratto da "La maestra vecchia"]

Peppone, la mattina dopo. fece chiamare in comune tutti i rappresentanti dei partiti. E quando li ebbe davanti disse che la signora Cristina era morta, e il comune, per esprimerle la riconoscenza del popolo, le avrebbe tributato solenni funerali.

«Questo ve lo dico come sindaco, e come sindaco e interprete della volontà di tutta la cittadinanza, vi ho chiamato qui perché domani non mi si rimproveri che faccio di mia testa. Il fatto è che la signora Cristina ha espresso come sua ultima volontà di essere portata a spalle nella bara e sopra ci vuole la bandiera con lo stemma. Qui ognuno dica come la pensa. I rappresentanti dei partiti reazionari fanno il piacere di stare zitti perché tanto sappiamo benissimo che loro sarebbero felicissimi anche se ci fosse la banda che suona la cosiddetta marcia reale.»
Parlò per primo quello del partito d'azione, e parlava bene perché era un laureato.

«Per riguardo a un solo defunto, noi non possiamo recar offesa ai centomila morti, col sacrificio del quali il popolo ha conquistato la repubblica!» E via discorrendo, tutto di filato con molto calore. Concludendo che la signora Cristina aveva lavorato con la monarchia, ma per la patria, e quindi niente di più giusto che sulla bara fosse distesa la bandiera che oggi rappresenta la patria.

«Bene!» approvò Begollini. il socialista che era più marxista di Marx. «É finita l'era dei sentimentalismi e delle nostalgie: se voleva la bandiera con lo stemma doveva morire prima!»

«Be', questa è una stupidaggine ! » esclamò il farmacista, capo dei repubblicani storici. «Si deve dire piuttosto che oggi la pubblica ostentazione di quell'emblema in un funerale, potrebbe suscitare sentimenti che snaturerebbero la cerimonia trasformandola in una manifestazione politica e diminuendone, se non distruggendone, il nobile significato»

Poi fu la volta del rappresentante dei democristiani.

«La volontà dei morti è sacra» disse con voce solenne. «E la volontà della defunta signora è particolarmente sacra per noi perché tutti l'amiamo e la veneriamo e guardiamo alla sua attività prodigiosa come a un apostolato. Ed appunto per questa venerazione e per questo rispetto alla sua memoria, siamo dell'avviso di cercare di evitare ogni minimo atto irrispettoso che, pur rivolto ad altro oggetto, suonerebbe come offesa alla sacra memoria dell'estinta. Perciò anche noi ci associamo agli altri nello sconsigliare l'uso della vecchia bandiera»

Peppone approvò gravemente con un cenno del capo. Poi si rivolse a don Camillo, il quale era stato convocato anche lui. E don Camillo era pallido.

«Cosa ne pensa il signor parroco? »

«Il signor parroco prima di parlare aspetta di sentire quale sia il parere del signor sindaco»

Pappone si raschiò un poco la gola e prese la parola.

«In qualità di sindaco» disse io vi ringrazio per la vostra collaborazione, e come sindaco approvo il vostro parere di evitare la bandiera richiesta dalla defunta. Però, siccome in questo paese non comanda il sindaco ma comandano i comunisti, come capo dei comunisti vi dico che me ne infischio del vostro parere, e domani la signora Cristina andrà al cimitero con la bandiera che vuole lei perché io rispetto più lei morta che voi tutti vivi, e se qualcuno ha qualcosa da obiettare lo faccio volare giù dalla finestra! Il signor prete ha qualcosa da dire?.

«Cedo alla violenza» rispose allargando le braccia don Camillo che era rientrato nella grazia di Dio.

E così il giorno dopo la signora Cristina andò al cimitero nella bara portata a spalla da Peppone, dal Brusco, dal Bigio e dal Fulmine. E tutt'e quattro avevano al collo i loro fazzoletti rossi come il fuoco, ma sulla bara c'era la bandiera della signora maestra.

Cose che succedono là, in quel paese strampalato dove il sole picchia martellate in testa alla gente e la gente ragiona più con la stanga che col cervello, ma dove, almeno, si rispettano i morti.