ORIGINE E STORIA DI PAROLE CURIOSE
 

FISCO


Paroletta breve e terribile, sotterranea, nascosta, infida, strisciante, che sa di fischio, di sìbilo, sì, il sìbilo di un serpente...
E pure, (e questa è dopo tutto una delle poche soddisfazioni che l' uomo può regalarsi con la filologia), una paroletta così, se cammini a ritroso, la scopri semplice, inoffensiva, innocente, tanto umile e innocente come può esserlo un...corbello di vimini.
Fisco, voglio dire, non è altro che il latino "fiscus", che era ( ve lo immaginavate?) un "corbello" appunto, una "cesta": di quelle intessute di vimini, di giunchi o di ginestre, col suo bravo manico ricurvo, per tenerci dentro e fichi e uva, e magari formaggi e ricottine da portare in città dalla campagna.
Ci può essere origine più idillica, più virgiliana di questa?
Si capisce che poi si dette lo stesso nome anche al "fiscus" destinato a contener roba e foggiato in forma diversa, con coperchio e due manici ai lati, magari chiudibile con una serratura.
Tanto vero che le legioni romane, quando si spostavano per le operazioni di guerra, si portavano il loro denaro in un "fiscus" fatto a puntino per la bisogna, che oggi si direbbe la cassa del battaglione, del reggimento.
Questa particolare cesta si chiamava propriamente "fiscus castrensis", cioè "cassa militare, "cassa di campo".
Sotto l'Impero, si chiamò "fiscus" la cassa privata dell'Imperatore, che non era più. si capisce, una cesta, ma una cassetta ornata, uno scrigno vero e proprio; e si distingueva dall' "aerarium", erario, che era la cassa dello Stato, il tesoro pubblico.

E' facile ora capire come da quella famosa umile cesta si sia passati al significato odierno della parola con cui si indica in generale l'amministrazione finanziaria dello Stato.

da Peppe