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Corriere della Sera
- NAZIONALE -
sezione: Prima Pagina - data: 2007-03-12 num: - pag: 1
autore: di FRANCESCO ALBERONI categoria: REDAZIONALE
PUBBLICO & PRIVATO
I veri giudizi personali maturano
nella solitudine
Molto spesso noi siamo convinti di dare un giudizio personale e autonomo
mentre, invece, ci lasciamo guidare da schemi mentali ed emotivi automatici.
E ci facciamo così trascinare da forze collettive che possono portarci a
compiere errori o eccessi.
Uno di questi schemi mentali è l'imitazione. Noi impariamo dagli altri
imitandoli. E' così che i bambini imparano a parlare, a camminare, a
giocare, a pensare e persino a cosa desiderare. Prendiamo due fratellini,
mettiamo davanti a loro un qualsiasi oggetto, per esempio una palla. Nessuno
la guarda finché non la prende l'altro, allora la vuole anche lui. Noi
desideriamo le cose degli altri. E soprattutto quelle che sono ammirate da
tutti. E' così che nasce l'invidia. Ma, paradossalmente, è così che nasce
anche l'adorazione del divo, del capo. Se tutti lo ammirano, anche noi
finiremo per trovarlo straordinario.
E imitiamo allo stesso modo la violenza.
Quando gli portano davanti l'adultera da lapidare, Gesù li ferma dicendo:
«Chi è senza peccato scagli la prima pietra». Sapeva che, se qualcuno
l'avesse lanciata, gli altri l'avrebbero imitato. In tutte le società, nei
periodi di tensione, la gente cerca un capro espiatorio a cui dare tutte le
colpe. Manzoni ci racconta che, durante la peste, la gente accusava gli
«untori», che venivano poi torturati e uccisi.
I tiranni in difficoltà hanno sempre additato al popolo un nemico su cui
infierire. Stalin, ha fatto massacrare i contadini. I turchi hanno additato
come capro espiatorio gli armeni che sono stati fatti morire di fame e di
stenti. Hitler ha infierito sugli ebrei. Ma, anche nelle democrazie, ci sono
periodi in cui i politici calunniano un nemico finché gli altri non lo
aggrediscono come cani rabbiosi.
Non pensiamo di essere immuni da queste forze. In politica anche noi ci
facciamo sedurre dagli inquisitori. Poi seguiamo passivamente le opinioni
dei nostri giornali, degli amici del nostro gruppo, leggiamo i libri
indicati come bestseller,
ammiriamo i divi che ammirano tutti. La capacità di giudizio autonomo,
personale è difficile e rara. E non confondiamola, per carità, con
l'anticonformismo. Questo è arrogante e chiassoso, cerca il successo e
l'applauso. Mentre la capacità di giudizio personale matura nella solitudine
con la riflessione, il dubbio e richiede di saper guardare il mondo con
curiosità, con stupore, con ingenuità, con cuore puro. Tutte cose che, di
solito, non sappiamo fare. |