IL GRILLO PARLANTE-
- Vorrei, sperando di non abusare della vostra pazienza, andare alla riscoperta di quel filone umoristico della nostra letteratura, del novecento in primis, alla cui creazione hanno contribuito grandi e piccoli autori. Autori che, complice una “Kultura” egemone negli ultimi 40 anni, sono quasi finiti nel dimenticatoio. Anche quelli di cui, spesso, si fa un gran parlare, ma delle cui opere non si conosce quasi niente. Vedi Trilussa.
- Se oggi provaste a chiedere, a un giovane: sai chi è Campanile? Il suo pensiero andrebbe, dritto dritto, al famoso marchio di scarpe di gran classe.
- Che ne può sapere lui di uno dei più grandi umoristi italiani del novecento? Niente, appunto. E senza colpa alcuna.
- In questa rubrìca, io tenterò, nel mio piccolo, di ridare voce ai tanti “Campanile” della nostra letteratura, ignobilmente dimenticati.
- A intervalli più o meno regolari, riporterò brani di questi autori, con la speranza di non annoiarvi e, possibilmente, di ricrearvi lo spirito.
- Inserirò inoltre, ove se ne presenti l’opportunità, “gags”, raccontini e fattarelli vari di produzione personale, senza la pretesa, beninteso, di competere con simili personaggi.
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- Inizierò proprio con Achille Campanile, principe di umorismo.
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- Buona lettura.
Ivan Chibioli
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