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sotto Leone X furono
suddivise in: cortigiane, cortigiane puttane, cortigiane da lume o da
candela, cortigiane oneste.
Filippo Lippi
Madonna con Bambino

Pinturicchio
Madonna con Bambino

Quando divenne Papa Rodrigo Borgia aveva già sette figli di cui quattro
avuti dall'amante "ufficiale", Vannozza Cattanei e tre da altre donne
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- VALLETTOPOLI
- Ovvero
- I Costumi di una volta.
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- Cari amici,
- a quanti si meravigliano e, financo, si scandalizzano
della stucchevole e maleodorante vicenda denominata “Vallettopoli”, vorrei
proporre alcune riflessioni personali.
- “In che tempi viviamo. Non esiste più morale. I tempi
di una volta non esistono più.”
- Commenti naturali e spontanei. E’ vero: tempi
orripilanti questi di oggi.
- Se non fosse…...
- Se non fosse che questi tempi sono, se non figli,
almeno nipoti, di altri tempi altrettanto orripilanti sotto questo aspetto;
che noi, invece, i posteri cioè, abbiamo glorificato, magnificato ed
esaltato fino al punto da definirli, addirittura, Il Rinascimento.
- E tutta questa che a noi sembra sporcizia morale, a
quei tempi, veniva accettata con benevolenza, e perfino lodata, anche dal
papa. Che, anzi, spesso se ne faceva promotore.
- Vogliamo cogliere insieme, qua e là, qualche fiore di
quanto affermo?
-
- Filippo Lippi dipinse
nella Madonna il volto di una monaca che amava.
- Ma era una cosa
assolutamente normale: dal Caravaggio a Leonardo, lo hanno fatto tutti.
- Il Pinturicchio ritrasse
nella Vergine la bella Giulia Farnese, amante sedicenne di papa Borgia, il
quale appare in atto di adorazione.
- Mistura di sacro e
profano. Possono, però, essere liquidate, queste manifestazioni, come
“licenza d’artista”.
- Vediamo un po’, allora,
il popolino.
- Nel dicembre del 1502,
per la mascherata di carnevale sfilarono in piazza San Pietro trenta uomini
col nasone a forma di membro virile, sotto gli occhi di papa Borgia,
sorridente dalla finestra.
- E, a proposito di papa
Borgia, vediamo cosa ci racconta Giovanni Burcardo maestro di corte di detto
papa.
- Egli così ci descrive
un’orgia a cui lo stesso pontefice assistette, nel 1501:
- “ Sul tardi cenarono
col duca Valentino, nella sua camera, nel Palazzo Apostolico, cinquanta
oneste dette cortigiane, le quali dopo cena danzarono con i servi e altri lì
presenti, dapprima con le loro vesti, poi nude. Sempre dopo la cena i comuni
candelabri della mensa furono deposti per terra, con le candele accese, e
furono gettate davanti ai candelabri, per terra, delle castagne che le
stesse meretrici camminando nude, carponi, in mezzo ai candelabri,
raccoglievano alla presenza e sotto lo sguardo del papa, del duca e di sua
sorella , signora Lucrezia. Finalmente furono mostrati i regali, mantelli di
seta, paia di calzari, berretti e altre cose che sarebbero state donate a
quanti avessero avuto il maggior numero di rapporti carnali con queste
meretrici, le quali furono in quella stessa stanza usate carnalmente, a
capriccio dei presenti, alla presenza di tutti, e ai vincitori furono
distribuiti doni.”
- Quel “meretrici oneste”
non era una contraddizione. Era una sottocategoria della grande corporazione
delle venditrici d’amore.
- In un censimento fatto a
Roma sotto Leone X queste furono suddivise in:
- 1) cortigiane, 2)
cortigiane puttane, 3) cortigiane da lume o da candela, 4) cortigiane
oneste.
- Oneste era sinonimo di
raffinate, d’alto rango.
- L’immorale Cinquecento
aveva spostato il concetto di onestà dalla sfera etica a quella estetica.
- E, tanto per aggiungere
una testimonianza super partes, andiamo da uno straniero.
- Roger Ascham, umanista
inglese del tempo, sconsiglia gli amici dal venire in Italia perché, diceva:
“ ringrazio il Signore di non esservi dimorato che nove giorni (…) vidi
che si poteva liberamente peccare senza che ne seguisse pena alcuna, ma
senza che alcuno vi facesse caso: con quella medesima libertà che si può
avere a Londra di girare in stivali o pantofole”.
- E, tanto per non
tralasciare nulla, a Venezia circolavano più travestiti che gondole, e una
delegazione di meretrici andò dal patriarca Antonio Contarini a protestare
contro la sleale concorrenza maschile (Viados antelitteram?). A Firenze, un
gonfaloniere di giustizia aggravò le pene contro gli omosessuali, ritenendo
troppo blande quelle esistenti, ma lui fu scoperto in flagrante e mandato in
esilio.
- Giulio Romano, artista,
disegnò a carboncino sedici coppie di amanti, e l’incisore bolognese
Marcantonio Raimondi le stampò su rame. Le stampe andarono a ruba e tutti,
collezionisti, libertini, guardoni, se ne compiacevano in privato, ma
gridavano, in pubblico, allo scandalo.
- Potremmo seguitare “ad
libidinum”, ma è meglio fermarci qui.
-
- Commento finale: con
simili antenati di che ci dovremmo scandalizzare, oggi?
- Direte: ma allora sta
tutto bene così? Dovremmo accettare che tutta questa sozzeria prevalga e ci
sommerga?
- No, ci mancherebbe.
- Ma, prima di
scandalizzarci, prendiamo atto che il puzzo di fogna è sempre stato una
prerogativa dell’umanità. La quale, ipocrita com’è, sa ben mascherarlo e,
spesso, spacciarlo per profumo.
- E, ogni tanto, trova
qualche tribuno o tutore che, stracciandosi le vesti, da in pasto alle genti
ciò che è saputo e risaputo.
- Ad maioram.
-
-
Ivan Chibioli
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