ORIGINE E STORIA DI PAROLE CURIOSE
 


IMBECILLE



Una cinquantina d'anni fa venne di moda, tra gli studenti, il bastone. Questo bastone non poteva rappresentare, per i giovani, un appoggio, un sostegno; conferiva soltanto una nota di eleganza. Perché allora, dovete sapere, anche i ragazzi del liceo tenevano, secondo le loro possibilità, all'eleganza, e perfino sotto il solleone si marciava in colletto, cravatta e cappello in testa, la famosa paglietta o panamino; e in quanto a levarsi la giacca, sì e no era cosa che si faceva in casa. Altro che brache consunte, camicia aperta sul petto e folte capelliere al vento ! Dunque, si usava il bastone; non proprio a scuola, si capisce, ma a passeggio sì. E una delle frasi spiritose che si usava lanciarsi l'un l'altro era questa che si rivolgeva al compagno che si fosse presentato senza la rituale canna d'India:" Come va che oggi sei imbecille ? ". Quell'altro, imbottito di latino com'erano tutti allora, invece di prendersela sorrideva; perché etimologicamente parlando, imbecille significa "senza bastone". E adesso ve lo spiego.
Dobbiamo risalire ai Greci, i quali, da una radicale bak-, comune a molte parole, foggiarono la parola bàktron, per indicare "il bastone", "la canna". Da bàktron si fece il diminutivo, che diventò bàktérion, "bastoncino". A questo bàktérion, in italiano "battèrio", gli scienziati moderni ricorsero, come tutti sappiamo, per indicare certi microrganismi molto pericolosi per la nostra salute, appunto perché alle loro osservazioni microscopiche essi apparvero come tanti bastoncini. Anche i Latini ricorsero come i Greci alla radicale bak- e crearono la parola bàculum, "bastone", e da questo bàculum il solito diminutivo, bacillum, "bastoncino". Anche bacillum é interessante scientificamente perché, come il suo cugino baktérion, ha dato vita al nostro bacillo, sinonimo appunto di battèrio; e ha dato vita anche al baccello, noto frutto delle piante leguminose che ha, come tutti sappiamo, la forma di un bastoncino. Teniamo dunque conto anche di questo: che il bacillo é il fratello carnale del baccello. Ora accadde questo: quando i Latini vollero creare un aggettivo che esprimesse il concetto di una persona debole, languida, fiacca, ricorsero con la fantasia all'immagine di una persona priva di bastone di appoggio, perché il bastone, ripeto, prima che oggetto di eleganza é oggetto indispensabile a sostenere chi non sta saldo sulle gambe. Presero dunque la parola bacillum, le misero innanzi il prefisso negativo in-, e crearono la parola nuova in-bacillum, che per legge fonetica diventò im-bacillum, e poi, per un'altra legge pure fonetica, si trasformò in imbecillum (lo stesso accadde per esempio in imberbis, "imberbe", composto di in- e di barba). Ed ecco sorgere l'aggettivo imbecillis, col significato appunto di "debole", "fiacco", "languido", e il sostantivo imbecìllitas, "debolezza", "fiacchezza", "languidezza". E, finalmente, ci siamo: trasferendo la parola dal campo fisico, materiale, a quello intellettuale, morale, abbiamo che l'imbecillis é l'uomo "fiacco di mente e di spirito", cioè un buono a nulla, un insulso. E la nostra lingua, foggiando la parola imbecille, le ha assegnato questo senso figurato, che del primitivo bastoncello sembra non avere neppure il più lontano ricordo.
MORALE FINALE: LA PAROLA "IMBECILLE" VIENE PRONUNCIATA CON MOLTA FACILTA' NEI CONFRONTI DI TUTTI, SPESSO IN BUONA FEDE PERCHE' NON NE CONOSCIAMO IL VERO SIGNIFICATO. E' INVECE MOLTO OFFENSIVA, DA OGGI IN POI RISERVIAMOLA A CHI VERAMENTE LA MERITA.
 

da Peppe Rapa