Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Prima Pagina - data: 2007-01-22 num: - pag: 1
autore: di FRANCESCO ALBERONI categoria: REDAZIONALE

PUBBLICO & PRIVATO
Gli «innominati» che fanno funzionare l'Italia

Perché l'Italia resta un Paese prospero, ricco e moderno? Osservando la nostra televisione, leggendo i giornali, guardando il nostro cinema, non lo capisci. Lo capisci girando per le strade di una qualsiasi delle nostre città italiane produttive, per esempio Milano.
E allora ti accorgi che, a ogni numero civico ci sono le targhe di cinque o sei imprese, spesso piccolissime ma altamente specializzate e che hanno rapporti con mezzo mondo. O, camminando, scopri una specie di bugigattolo dove c'è uno che fa scarpe su misura per signore.
Ha le forme per ciascuno di loro, le pelli pregiate che hanno scelto insieme e ti accorgi che ha clienti famose negli Stati Uniti e in Brasile. Poi, non lontano, un negozio specializzato in stufe pregiate, veri gioielli, anch'esso noto in tutto il mondo.
E, lì vicino, una botteguccia dove marito, moglie e una ragazza pugliese allegri, entusiasti, vendono cibi fatti da loro, e sono in condizione di metterti in piedi un pranzo per cento persone. Poi, in uno scantinato, un gruppo di giovani che lavorano sul web e organizzano grandi eventi.
Un mondo di artigiani, di tecnici, di piccoli imprenditori ottimisti. Geniali, attivi, che non aspettano sussidi dallo Stato, che adottano le più moderne tecnologie, che lavorano indefessamente. E che studiano, sperimentano, provano e riprovano finché non ce la fanno.
È da questo vivaio di gente viva e intraprendente che sono emersi gli imprenditori che hanno fatto il miracolo economico italiano del dopoguerra, poi quelli che hanno superato la crisi petrolifera degli anni Settanta creando il «made in Italy», poi quelli che hanno fronteggiato la concorrenza delle tigri asiatiche, e ora quelli che, inventando nuovi prodotti, nuovi materiali e nuovi servizi, sono riusciti a conquistare nicchie di mercato nei settori ad alta tecnologia, a sconfiggere gli europei e gli americani nei consumi pregiati e a contrastare anche i cinesi e gli indiani con l'altissima qualità e l'invenzione continua.
Non li vedrete mai alla televisione, dove lo schermo è quotidianamente occupato dai politici, dai conduttori, dai personaggi della cronaca nera, dai comici e dalle veline. Non si parla di loro nei giornali perché questi si occupano di alta finanza. L'Università li ignora. Sono gli innominati: i ricercatori nascosti che scoprono le cose che servono, i costruttori oscuri che le producono e le vendono. E che, senza che nessuno se ne accorga, fanno funzionare e avanzare il Paese. 

 

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