LESINARE
Cercate questo verbo su qualsiasi
vocabolario, e troverete, più o meno variata, questa spiegazione: "risparmiare
avaramente, fare economia fino all'osso".
E allora uno si domanda, così per associazione di idee, se all'origine di
questo verbo ci possa essere una lèsina: cioé quel ferro dei calzolai, fatto
come un grosso ago ricurvo, con cui si buca il cuoio per poterlo cucire. C'è
proprio la lèsina, quell'ago da calzolaio. Dal Duecento fino a quasi tutto il
Cinquecento codesto semplice strumento da ciabattino non aveva voluto dir
altro che questo: ago da far buchi nel cuoio. Ma ecco che verso la fine di
quel secolo, nel 1589 precisamente, apparve a Vicenza uno strano libro
burlesco, opera di un certo Vialardi (non se ne sa niente di più) che si
intitolava Della famosissima Compagnia della Lèsina: un libro oggi
dimenticatissimo, ma che a quel tempo ebbe una fortuna enorme.
Vi si narravano i casi di una compagnia di mattacchioni spilorci, i quali s'eran
messi ciascuno un nome accademico quanto mai espressivo, come il Taccagno, il
Pidocchio, il Tigna, il Pilucca, lo Spelato e via di questo passo; e per tener
fede al loro nome diciamo d'arte, spingevano la loro avarizia al punto di
rattopparsi all'occorrenza le scarpe da sé; tanto che avevan preso come
simbolo della loro accademia una lèsina appunto da calzolaio. Il libro, s'è
detto, oggi è sprofondato nell'oblio (chi sa se è possibile rintracciarne una
copia in qualche biblioteca), l'autore è più ignorato del libro; e pure ecco
che la parola lèsina s'è da tempo radicata nel nostro lessico col significato
figurato di "economia fino all'osso", "pidocchiosa avarizia", e ha generato
anche quel verbo lesinare, con cui abbiamo cominciato questo discorso.
Il buon Vialardi può riposare contento.
MORALE FINALE: PRIMA DI ISCRIVERE QUALCUNO ALL'ACCADEMIA, APPIOPPANDOGLI IL
NOME D'ARTE CHE PIU' GLI SI ADDICE, BISOGNA SEMPRE RICORDARSI CHE CHI
RISPARMIA NON LESINA.
da Peppe Rapa
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