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Veniva dalla città mia madre,
bella fanciulla della plebe.
Sposò un figlio di contadini -
proprietari terrieri.
Da quel matrimonio lontano
nacqui io, di notte
in un anno lugubre,
mentre moriva padre Stalin.
Si dimenticarono presto
nel paese della mia nascita.
Il villaggio si mise a lutto,
per giorni e notti.
I seni delle madri
si svuotarono di quel poco latte.
Davanti al Segretario del Partito
i contadini piangevano.
"Meglio se fosse morto mio figlio, che Lui", -
gridavano i padri.
I cani ulularono fino a notte fonda
per la tragedia accaduta.
Così sono venuto al mondo,
con il sangue spaventato d'un bambino
e l'augurio di morire
al posto di un dittatore.
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