da
Peligòrga


di
Gezim Hajdari
 

( per gentile concessione di Besa Editrice www.besaeditrice.it )
 

  Veniva dalla città mia madre,
bella fanciulla della plebe.
Sposò un figlio di contadini -
proprietari terrieri.

Da quel matrimonio lontano
nacqui io, di notte
in un anno lugubre,
mentre moriva padre Stalin.

Si dimenticarono presto
nel paese della mia nascita.
Il villaggio si mise a lutto,
per giorni e notti.

I seni delle madri
si svuotarono di quel poco latte.
Davanti al Segretario del Partito
i contadini piangevano.

"Meglio se fosse morto mio figlio, che Lui", -
gridavano i padri.
I cani ulularono fino a notte fonda
per la tragedia accaduta.

Così sono venuto al mondo,
con il sangue spaventato d'un bambino
e l'augurio di morire
al posto di un dittatore.
 
 

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