il linguaggio alla vaselina
 
Salute, popolo Gant.
Io sarei, utilizzando il linguaggio  degli internauti, una “new entry”. Sì, insomma, sono uno nuovo.
Permettete: mi chiamo Nato Felice , fu Tranquillo e Gioia Integrale.
Capite bene che un simile nome è tutto un programma. A me, infatti, la vita mi sorride. E’ naturale.
Come poteva essere altrimenti? Voi vi crucciate, vi amareggiate, vi incazzate con la gente? Io no: io ci rido sopra. Questione di nome e di antenati, sicuro, ma anche di linguaggio. E certo: il più delle volte voi vi imbufalite davanti a chi vi dice stronzate o vi fa discorsi strani a pene di segugio, e straparlate. Peggiorando la situazione.
Invece, no.  Dovreste ribattere usando  il linguaggio alla vaselina. Il linguaggio mio. Non solo tacitate l’interlocutore, ma lo mettete anche in difficoltà perché davanti alle vostre dotte elucubrazioni lui si sentirà intimidito; proverà a farfugliare qualcosa, ma, nella sostanza, rimarrà spiazzato e non potrà replicare; prendendo atto, perdippiù, del vostro tono pacato e conciliante.
Come fa, per esempio, la Direzione con voi.
Facciamo una prova.
La Direzione vi manda una comunicazione tipo questa:
 
“Il nuovo modello di sviluppo porta avanti la riconversione ed articolazione periferica dei servizi, attraverso i meccanismi della partecipazione, evidenziando ed esplicitando, in termini di efficacia e di efficienza, l’adozione di una metodologia differenziata.”
 
Stupendo.
 Provate un po’ ad incazzarvi, se ci riuscite. Non ci riuscite, perché vi ha spiazzato.
 Non è che vi ha detto “cotica”. Nel qual caso, e giustamente, vi sareste fatti rodere un po’ il chicchero.
No. Con il linguaggio alla vaselina vi ha ammorbidito e negato la replica. Perché è vero che non ci avete capito niente di quel che vi detto, ma, come si dice?, per non far la parte degli ignoranti, visto il tono oltremodo pacato, state zitti e buoni.
Io, come vi accennavo, uso lo stesso metodo.
Se, per esempio, fossi io la Direzione, viste le ultime novità, non starei a dirvi brutalmente che adesso cambierà tutto ma, usando questo leggiadro linguaggio, scriverei così:
 
Il quadro societario prefigura un organico collegamento interdisciplinare ad una prassi di lavoro di gruppo, al di sopra di interessi e passioni di parte, ipotizzando e perseguendo, in un ambito territoriale omogeneo ai diversi livelli, un indispensabile salto di qualità”.
 
Avanti: che gli volete rispondere a uno che ti parlà così bene? E con tanta educazione?
Niente.
Se, appena appena, monti su tutte le furie, ti guarderanno come un marziano, un troglodita, un cafone. E sei marchiato.
 
Capito, allora, cari amici?
Date retta a me: adeguatevi. Fate come me.
Fate come il vostro
                                                                                Nato Felice.