Domani Lefèvre si presenta al congresso
Mina liberalizzazioni su Groupama
Gli Agenti Nuova Tirrena pronti a organizzarsi in consorzi e a lavorare con altre compagnie


La legge Bersani per la liberalizzazione del mercato delle assicurazioni rischia di trasformarsi in una bomba ad orologeria per Groupama. In particolare la norma che abolisce l'esclusiva di marchio per le reti di agenzie.

I francesi hanno appena conquistato, mettendo sul piatto la cifra non indifferente di 1,25 miliardi di euro, Nuova Tirrena, la compagnia di assicurazioni ex Toro passata a Generali quando i De Agostini hanno ceduto la Toro al Leone di Trieste.

Sulla cessione, è noto, l'Autorità Antitrust ha fatto ricorso al Consiglio di Stato all'inizio del mese di settembre contro una sentenza del Tar del Lazio. Secondo l'Authority guidata da Antonio Catricalà, Groupama è in conflitto di interessi in quanto azionista di Mediobanca e per questo Generali (che da Mediobanca è controllata al 16%) non poteva vendere a Groupama.

Questa situazione di estrema incertezza non ha impedito ai dirigenti del gruppo francese, nato alla fine dell'800 su iniziativa di piccoli artigiani e commercianti che si sono riuniti in consorzio, di nominare un nuovo amministratore delegato per gestire Nuova Tirrena. Si tratta di Pierre Lefevre, manager belga, che giovedì avrà occasione di incontrare il cuore pulsante e operativo della compagnia: il gruppo agenti.

Si apre domani a Rimini, infatti, il 13esimo congresso degli agenti di Nuova Tirrena. Negli ultimi due anni i cambi della guardia ai vertici sono stati la norma. Nel 2005 c'erano i De Agostini come azionisti di controllo e l'interlocutore di riferimento per gli agenti era Sandro Salvati. Nel 2006 Nuova Tirrena era già passata sotto le Generali, e al congresso degli agenti, che si era tenuto a Barcellona, si presentò Luigi De Puppi. Domani a Rimini sarà Lefevre a fare gli onori di casa in veste di uomo Groupama.

Rispetto a un anno fa, però, i 450 agenti della Nuova Tirrena hanno un'arma in più da giocarsi per far sentire le proprie ragioni ai nuovi padroni di casa. E questa arma è proprio la legge Bersani. Una delle novità del testo di legge approvato la scorsa primavera è l'introduzione degli agenti plurimandatari. Dal primo gennaio 2008, in pratica, tutti gli agenti non avranno più l'obbligo di esclusiva con una sola compagnia assicurativa, ma potranno lavorare con più «datori di lavoro».

Questa libertà di movimento per gli agenti è la normalità da anni in gran parte dei Paesi dell'Unione europea e anche in Italia era consentita ai cosiddetti broker. Con la Bersani anche una rete di agenti come quella di Nuova Tirrena potrà lavorare esattamente come un broker. Ed è proprio quello che il gruppo agenti Nuova Tirrena sembra aver intenzione di fare.

Mentre le reti assicurative di altre compagnie stanno cedendo alle lusin­ghe dei «datori di lavoro» vecchio stile, in Nuova Tirrena gli agenti sono deter­minati a respirare tutta l'aria di libertà che la Bersani mette a disposizione. So­no già cinque anni, del resto, che il gruppo agenti della compagnia appena pas­sata sotto il controllo di Groupama è riu­nito in consorzio. E proprio per questo è uno dei più pronti a recepire la Bersani. Una realtà che potrebbe creare nuove preoccupazioni alla società francese, oltre a quella del ricorso dell'Antitrust.

Il secondo punto chiave della Bersani è quello sulla durata dei contratti. Dal primo gennaio 2008 nessun contratto potrà avere una durata superiore all'anno. Una norma che è stata studiata a puntino per favorire la concorrenza e dunque un abbassamento dei prezzi. Per le assicurazioni già in essere, naturalmente, la disdetta potrà essere data dal terzo anno in avanti. In questo caso gruppi come Generali e Unipol stanno predisponendo soluzioni per incentivare gli agenti a restare legati alla compagnia anche in caso di disdetta dei contratti quinquennali o decennali, Il Leone, per esempio, è pronta a farsi carica della rifusione provvigionale con tutti gli agenti. Unipol, invece, avrebbe deciso di congelare tutte le rifusioni fino al 2010.



FRANCESI PRONTI A VENDERE LA QUOTA MEDIOBANCA
Groupama è fortemente attratta dall'Italia e dal suo mercato delle assicurazioni e non vuole in alcun modo rinunciare a Nuova Tirrena, appena conquistata con una cifra record di 1,25 miliardi di Euro.
A mettergli i bastoni fra le ruote c'è il ricorso dell'Authority Antitrust al Consiglio di Stato.
Se sarà accolto, Groupama sarà obbligata a disfarsi della preda appena conquistata.
Secondo quanto risulta a Libero Mercato, però, i francesi sono più propensi a sacrificare la storica partecipazione in Mediobanca che a perdere il controllo di Nuova Tirrena.
Groupama fa parte del cosiddetto gruppo C, assieme a Bollorè, e ha in portafoglio il 4,8% della banca italiana